PRIMO PIANOCARTOLINA DI UNA TRASFERTANEWS

Prossima tappa: Muro Lucano

di Luigi Mazzoccoli

 

La squadra

L’Asd Murese Marmo Platano nasce nel 1961 e da allora ha sempre militato nei campionati regionali  con diverse stagioni in Eccellenza, categoria riconquistata al termine della scorsa stagione nella coda dei play-off: quarti nella stagione regolare, i ragazzi di mister Giuseppe Camelia – riconfermato per questa stagione – hanno battuto, sempre in trasferta, prima il Corleto Perticara per 1-0 in semifinale e poi il Pietragalla per 2-1 in finale. E ora la squadra della presidentessa Alessandra Califano non ha alcuna intenzione di fare da comparsa nel massimo campionato regionale. Ne ha dato prova nel primo turno di Coppa Italia con una perentoria vittoria per 3-0 sul campo del Real Chiaromonte con reti del centravanti Seck e dei centrocampisti Acosta e Calvet, tra i giocatori più importanti della rosa biancorossa insieme all’altro attaccante Amadi. Gli unici precedenti tra le due squadre risalgono proprio alla scorsa stagione in Promozione Lucana: a Muro s’impose per 2-1 il Matera (allora Invicta), pareggio per 1-1 al XXI Settembre al ritorno.

 

La storia di Muro Lucano

Muro Lucano è un paese di circa 5.000 abitanti in provincia di Potenza. Sorge nello stesso sito dell’antica città lucana di Numistrum dove, come attestano i documenti, Annibale combattè contro il console Marco Claudio Marcello, nel 210 a.C. durante la seconda guerra punica. Nell’Alto Medioevo nasceva il borgo fortificato di Pianello che però ben presto si rivelò troppo piccolo per la tanta gente che vi affluiva e cominciò così ad espandersi fuori le mura: nacque così il paese di Muro a cui nel 1863 fu aggiunto il suffisso “Lucano” per distinguerlo da Muro Leccese.

Castello reale sotto Federico II di Svevia, la fortezza si è poi espansa seguendo l’andamento della collina, con una seconda parte edificata per opera degli Angioini. Ad esso è contigua la concattedrale di San Nicola, consacrata nel 1169. Nel 1382 si consumò nel castello di Muro, l’omicidio di Giovanna I d’Angiò, regina del Regno di Napoli. Dopo l’epoca angioina Muro Lucano passò nelle mani degli Orsini che, a seguito del tremendo terremoto del 1694, apportarono profonde modifiche al castello sopraelevando il pianterreno, abbattendo il ponte levatoio e costruendo un nuovo fabbricato appoggiato alle due torri.

Il 23 novembre 1861  i briganti Carmine Crocco e José Borjes attaccarono Muro. Data la conformazione del paese, guardie nazionali, soldati e cittadini, schierati su posizioni naturalmente forti, accolsero gli uomini di Crocco a fucilate scompaginando le loro formazioni che furono costrette alla fuga dopo aver subito non poche perdite.

Cosa vedere

Il centro storico con il nucleo più antico del borgo Pianello, sorto intorno al X secolo ai piedi dell’acropoli. È fatto di vicoli stretti, scale, archi e case aggrappate alla roccia, con stratificazioni che vanno dall’epoca romana al medioevo, fino al Rinascimento. È qui che si capisce perché Muro sia chiamata “il borgo presepe”, con le case disposte a semicerchio sui pendii illuminate la sera. Ed è qui che si concentrano i luoghi della vita di San Gerardo Maiella, patrono del paese: la casa natale, la chiesa di Santa Maria della Neve e  le altre chiese gerardine.

Il castello, arroccato sul punto più alto del borgo, è il monumento-simbolo di Muro Lucano. Nasce come fortificazione longobarda nella seconda metà del IX secolo e viene poi ampliato in epoca angioina e aragonese. Ad esso è legato l’episodio più celebre: qui, secondo la tradizione, nel 1382 fu uccisa la regina Giovanna I d’Angiò, regina di Napoli, per ordine di Carlo di Durazzo, che le contendeva il trono.

La concattedrale Di S.Nicola è il principale luogo di culto di Muro Lucano e sorge sull’acropoli, accanto al castello, a chiudere il profilo più alto del borgo. Le fonti fanno risalire le sue origini al 1009; la consacrazione è invece datata al 1169. Gli scavi condotti nella chiesa hanno riportato alla luce un impianto basilicale del XII secolo a tre navate, con pavimento in basalto e una cripta: la traccia della chiesa medievale sotto quella che i secoli successivi hanno trasformato e reso monumentale. L’interno conserva un patrimonio stratificato negli anni: affreschi, tele, statue, opere lignee e argenteria sacra, testimonianza della lunga vita della diocesi murese. La chiesa è strettamente legata alla devozione per San Gerardo Maiella.