Prossima fermata: Lagonegro
di Luigi Mazzoccoli
La squadra
L’Asd Castro Cv Lagonegro 1921 nasce nell’agosto scorso dalla fusione tra i calabresi del Castrovillari 1921 e il Lagonegro 1929. I lucani della Valle del Noce vantano una storia quasi secolare che inizia nel 1929 e raggiunge il suo picco con la promozione nel campionato di serie D nel 1997. Quella è stata l’unica stagione disputata in una serie nazionale, per il resto tanti campionati di Eccellenza e la conquista della Coppa Italia Dilettanti Basilicata nel 2018. La squadra del patron Maurizio Ferraro è al momento penultima in classifica con appena 5 punti, frutto di 5 pareggi e 4 sconfitte. Quindi nessuna vittoria per ora. Solo 6 i gol segnati e ben 18 quelli subiti, secondo peggior attacco e seconda peggior difesa del campionato, davanti solo al Chiaromonte. Miglior marcatore è l’attaccante Saoudi Sami con 4 reti. Per via degli scarsi risultati, a metà ottobre è stato esonerato il tecnico Fabrizio Daghio, sostituito in panchina da Antonio Germano. Nelle 4 partite casalinghe finora disputate al campo sportivo “Giuseppe Rossi”, i rossoneri hanno conseguito 3 pareggi e 1 sconfitta, con 4 gol segnati e 6 subìti. Domenica scorsa hanno conquistato un importante pareggio per 1-1 sul campo dell’A.Cristofaro Oppido. Non ci sono precedenti in campionato tra le due squadre, essendo il Castro Lagonegro una società appena nata. Ma si sono affrontate nel 1° turno di Coppa Italia, rispettivamente il 30 agosto scorso per l’andata a Matera e il 16 settembre per il ritorno a Lagonegro: in entrambe le occasioni il Matera ha vinto per 1-0 e ha passato il turno. Tre invece i precedenti col vecchio Lagonegro in casa loro come si legge su Materacalciostory , con 2 sconfitte e 1 vittoria per i biancoazzurri proprio nell’ultima occasione: L’allora Materasassi vinse per 3-0.

La storia di Lagonegro
Lagonegro è un paese di circa 5.000 abitanti a 666 metri sul livello del mare nella Valle del Noce, in provincia di Potenza. Secondo l’ipotesi più accreditata, la sua origine e quella del suo nome risalirebbe al VI secolo d.C., quando nei pressi dell’antica città di Nerulum si insediarono Longobardi e realizzarono un accampamento chiamandolo “Lakar/Lagar Nerulum” (Lakar/Lagar significa appunto luogo fortificato). Tra il IX e X secolo il borgo viene circondato da mura e torri delle quali sono visibili ancora affascinanti tracce, una di queste è rappresentata dalla suggestiva “Porta di Ferro”, antico accesso al centro antico, la cui parte in pietra è stata rifatta nel 1552, al di sopra di essa è evidente lo stemma della città post-feudale: San Michele Arcangelo che uccide il drago. Annessa dai Normanni alla contea di Lauria, fino all’epoca degli svevi. Conquistata dagli Angioini venne assegnata ai Sanseverino, poi agli Sforza e infine ai Carafa fino al 1551 quando riuscì ad affrancarsi dal potere feudale. La popolazione festeggiò distruggendo il castello, simbolo del potere feudale. Nel 1657 un’epidemia di peste colpì duramente il paese. Aderì ai moti repubblicani del 1799 e nell’ambito dello scontro tra il governo borbonico ed i francesi venne saccheggiata da quest’ultimi nel 1806. Lagonegro ha dato i natali a Pino Mango, che le ha dedicato il pezzo “Nella mia città“.

Cosa vedere
La già citata Porta di Ferro rappresenta l’ingresso simbolico del centro storico. L’attuale struttura in pietra venne ricostruita, come detto, nel 1552 e conserva ancora lo stemma cittadino con San Michele Arcangelo nell’atto di uccidere il drago. Attraversarla equivale a lasciare la parte moderna per entrare in un dedalo verticale fatto di vicoli strettissimi, archi bassi e gradinate consumate dal tempo.
Tra gli edifici più antichi del paese c’è la chiesa di San Nicola di Bari che risale al periodo compreso tra IX e X secolo. L’impianto romanico custodisce opere d’arte realizzate tra ‘500 e ‘700, comprese alcune sculture attribuite ad Altobello Persio. Pietra, ombra e silenzio danno vita a un ambiente carico di suggestione. Secondo la tradizione, la Monna Lisa sarebbe stata sepolta qui nel 1506.
Cuore della parte nuova del centro abitato, Piazza Grande mostra un volto completamente diverso rispetto al quartiere medievale. Palazzi settecenteschi, balconi in ferro battuto e facciate eleganti raccontano una stagione più borghese della storia locale. Qui sorgono la Chiesa della Trinità, Palazzo Corrado e la Chiesa di Sant’Anna, caratterizzata da una facciata rinascimentale arricchita da elementi barocchi.
Infine il Lago Laudemio a oltre 1500 metri di quota che rappresenta il lago glaciale più meridionale d’Europa. Si trova dietro la cosiddetta “Spalla dell’Imperatrice”, nel massiccio del Sirino. Durante la primavera l’acqua assume tonalità verde smeraldo grazie alla presenza di particolari alghe. Faggete fitte e silenzi assoluti rendono l’area una delle più affascinanti della Basilicata montana.
